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Notti serene, risvegli dolci
Pavor nocturnus nei bambini (1-8 anni): urla nel sonno e non si sveglia
Tuo figlio si siede nel letto urlando, con gli occhi sbarrati, non ti riconosce e al mattino non ricorda nulla? Ecco come distinguere il pavor nocturnus dall’incubo e da una crisi epilettica, cosa fare in quei minuti e quando andare dal pediatra.
Informazioni generali: Informazioni generali che possono variare da bambino a bambino. Prima di decidere, parlane con il pediatra o con un professionista.
In breve
- Il pavor nocturnus, o terrore notturno, è un risveglio parziale dal sonno profondo: il bambino urla a occhi aperti, ma continua a dormire e al mattino non ricorda nulla.
- È più frequente tra i 3 e gli 8 anni e arriva 1-3 ore dopo l’addormentamento; sudore e respiro accelerato fanno parte di quei minuti.
- Durante l’episodio non svegliarlo: luce soffusa, ambiente sicuro e attesa che passi da solo.
- Prima di tutto recupera il sonno perso; se gli episodi arrivano ogni notte alla stessa ora, si può provare un breve risveglio 15 minuti prima.
Redazione LumiyaBasato su 6 fontiI nostri principi editoriali
Sono da poco passate le dieci di sera: tuo figlio si è seduto di scatto nel letto, ha gli occhi sbarrati, urla e, quando arrivi, sembra non riconoscerti. Molto probabilmente è un pavor nocturnus, o terrore notturno: un risveglio parziale dal sonno profondo.
Fa paura, ma nella maggior parte dei bambini è innocuo. In breve: non svegliarlo, resta calmo, metti in sicurezza la stanza e aspetta che passi: di solito dura da pochi minuti fino a 20 minuti.
Pavor nocturnus, incubo o crisi epilettica?
Ai genitori vengono in mente tre possibilità, e l’indizio più semplice è l’ora: il pavor compare nelle prime ore della notte, l’incubo verso il mattino.

L’Istituto Superiore di Sanità indica il momento in cui compare:
si verifica durante le prime tre ore della notte, quando predominano gli stadi tre e quattro del sonno non REM.
Le differenze con l’incubo, in sei punti:
| Segnale | Pavor nocturnus | Incubo |
|---|---|---|
| Quando? | 1-3 ore dopo l’addormentamento | Seconda metà della notte, verso il mattino |
| È sveglio? | Ha gli occhi aperti, ma continua a dormire | Si sveglia del tutto |
| Ti riconosce? | Spesso no, può respingerti | Sì, ti cerca e si fa abbracciare |
| Cosa si nota nel corpo? | Sudore, respiro e battito accelerati | Paura e pianto; il corpo si calma presto |
| Consolarlo aiuta? | Poco: si aspetta che passi da solo | Sì, si tranquillizza in breve |
| Lo ricorda al mattino? | No | Spesso racconta il sogno |
Il sudore, il respiro molto veloce e il battito accelerato che vedi in tabella sono normali durante il pavor, come spiega MedlinePlus, la guida della Biblioteca nazionale di medicina statunitense. Spaventano, ma da soli non indicano un’emergenza.
Anche la paura di una crisi epilettica è molto diffusa. La differenza sta qui: nella crisi epilettica, più che le urla, spiccano i movimenti di braccia e gambe. Quando rivolgerti al pediatra te lo mostra la tabella nell’ultima sezione.
Un bambino che si alza, viene nel lettone, ti parla e ti riconosce si è svegliato davvero: è un’altra storia, e la raccontiamo nell’articolo sui risvegli notturni a 6-9 anni. Come consolarlo dopo un brutto sogno lo spieghiamo invece nella sezione su incubi e disturbi del sonno.
Cosa fare durante un episodio di pavor nocturnus?
In quei minuti l’obiettivo non è svegliare tuo figlio, ma superare l’episodio in sicurezza.
5 passi durante il pavor nocturnus
-
Calmati tu per primo
Tuo figlio non sta soffrendo: sta dormendo. La tua agitazione può svegliarlo a metà e spaventarlo di più.
-
Non cercare di svegliarlo
Niente scossoni, niente acqua sul viso, niente «Svegliati, guardami!». Secondo il servizio sanitario britannico NHS, il bambino che cerchi di svegliare può non riconoscerti e agitarsi di più mentre provi a consolarlo. Per l’Istituto Superiore di Sanità il disorientamento che segue un risveglio forzato può durare circa mezz’ora.
-
Metti in sicurezza la stanza
Che non cada dal letto e non vada verso le scale o la finestra; allontana gli oggetti duri o appuntiti. Quando si agita, invece di trattenerlo con forza lasciagli un po’ di spazio.
-
Luce soffusa, un solo adulto accanto in silenzio
Non accendere tutte le luci e non riempire la stanza di gente. Non cercare di parlargli né di abbracciarlo: resta accanto a lui in silenzio; anche l’NHS consiglia di non parlare al bambino in questi minuti.
-
Rimboccagli le coperte, al mattino niente domande
Quasi tutti i bambini si riaddormentano in pochi minuti, come se nulla fosse. Al mattino evita il «Perché urlavi stanotte?»: se non ricorda, non tirare fuori l’argomento.
Quando dorme dai nonni o resta la sera con la babysitter, spiega anche a loro questi passi. Basta una frase: «Se urla, non svegliarlo, tieni la luce bassa e restagli vicino». Così nessuno, preso dal panico, proverà a svegliarlo.
Perché succede e quando passa?
La causa precisa del pavor nocturnus non è nota, ma i fattori che lo scatenano sì. MedlinePlus cita febbre, mancanza di sonno e periodi di stress; il pavor tende anche a ricorrere in famiglia.
In un bambino di 4 anni una festa di compleanno movimentata, una settimana di febbre o qualche notte in un letto diverso durante le vacanze possono portare più episodi.
Il pavor nocturnus non è un «brutto sogno»: non significa che tuo figlio abbia visto qualcosa di terribile o abbia paura di qualcosa.
Come cambia il pavor nocturnus con l’età
-
Può iniziare
Secondo l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù il picco di incidenza è intorno ai 18 mesi.
-
Il periodo più frequente
Per l’NHS il terrore notturno è più comune a queste età.
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Si dirada
Il Bambino Gesù indica che la percentuale scende progressivamente fino al 20% a 9-10 anni; secondo MedlinePlus gli episodi diminuiscono di solito dopo i 10 anni.
Gli altri cambiamenti del sonno degli anni prescolari, quando il pavor è più frequente, li trovi nella nostra guida 3-6 anni.
Prima di andare dal pediatra: come tenere il diario delle notti
Per una o due settimane annota le notti in un semplice diario; anche l’NHS consiglia un diario del sonno, con le ore dormite, per individuare le cause. Il diario serve a due cose: raccoglie ciò che porterai al pediatra e mostra a che ora arrivano gli episodi, un dato che ti servirà per il risveglio programmato descritto più avanti.
| Giorno | Sonno: a letto → sveglia, sonnellino | Pavor: ora, durata, quante volte | Cosa faceva in quel momento? | Cosa è successo quel giorno? |
|---|---|---|---|---|
| Lunedì | 20:30 → 07:00, nessun sonnellino | 22:00 · 8 min · 1 volta | Si è seduto urlando «Vai via, vai via!», non mi ha riconosciuto | Molto stanco dopo il parco |
| Martedì | 20:15 → 07:00, sonnellino di 1 ora | nessuno | — | Giornata tranquilla |
| Mercoledì | 21:30 → 07:30, nessun sonnellino | 22:40 · 12 min · 1 volta | Ha pianto, era sudato, si è rimesso giù da solo | Febbre a 38,5 °C |
La colonna «Cosa faceva in quel momento?» è quella su cui il pediatra farà più domande: prevalevano le urla o i movimenti di braccia e gambe, ti ha riconosciuto?
Potendo, riprendi un episodio con il telefono: un breve video dice più di qualsiasi descrizione. Per approfondire, l’Istituto Superiore di Sanità descrive la polisonnografia, cioè la registrazione di più parametri durante un’intera notte di sonno.
Si può prevenire? Recuperare il sonno perso e il risveglio programmato
La prevenzione più efficace è un sonno sufficiente e regolare: un cervello stanco scende più in fretta e più a fondo nel sonno profondo. Queste sono le ore di sonno giornaliere raccomandate dall’agenzia sanitaria statunitense CDC.
| Età | Sonno totale al giorno | Nota |
|---|---|---|
| 1-2 anni | 11-14 ore | Sonnellino compreso |
| 3-5 anni | 10-13 ore | Sonnellino compreso |
| 6-12 anni | 9-12 ore | Quasi tutto di notte |
Se un bambino di 5 anni in settimana va a letto alle 20:30 e il sabato resta sveglio fino alle 23:00, non sorprende che proprio quella notte arrivi un episodio. Quando il pavor compare sempre alla stessa ora, l’NHS propone anche un altro metodo: svegliare brevemente il bambino 15 minuti prima dell’orario abituale, ogni notte per due settimane.
Non è in contraddizione con la regola «non svegliarlo durante l’episodio»: il breve risveglio si fa prima che il pavor inizi, mentre il bambino dorme tranquillo.

Piano di prevenzione: prima il sonno, poi il risveglio
-
Controlla le ore di sonno nella tabella
Dalla colonna del sonno del diario calcola la media di una settimana del sonno totale (notte + sonnellino); se è sotto l’intervallo della tabella qui sopra, parti da qui.
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Anticipa la nanna, anche nel weekend
Sposta l’ora della nanna un po’ prima, gradualmente, e mantienila uguale anche il sabato e la domenica. Il sonnellino, finché ne ha bisogno, non va tolto troppo presto.
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Spegni gli schermi prima di dormire
Il CDC consiglia di spegnere i dispositivi elettronici almeno 30 minuti prima di andare a letto.
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Ora fissa? Sveglialo 15 minuti prima
Il metodo funziona se il pavor inizia ogni notte più o meno alla stessa ora: se nel diario l’episodio inizia di solito verso le 21:30, l’ora del risveglio è le 21:15. Se l’ora di inizio cambia in modo evidente da una notte all’altra (come le 22:00 e le 22:40 del diario di esempio), il metodo non è adatto: meglio puntare sulla regolarità del sonno.
-
Un risveglio dolce, per due settimane
Toccagli la spalla: basta che apra gli occhi e ti guardi o borbotti qualcosa, poi lascialo riaddormentare. Ripeti ogni notte alla stessa ora per due settimane. Se dopo due settimane il pavor non è diminuito o è diventato più frequente, parlane con il pediatra.
Pavor nocturnus ricorrente: quando portarlo dal pediatra?
Un episodio ogni tanto, che passa da solo e senza strascichi al mattino, a questa età è normale. Nelle situazioni qui sotto conviene invece consultare il pediatra di libera scelta, che se lo ritiene utile ti indirizzerà a un neuropsichiatra infantile o a un centro di medicina del sonno.
I criteri indicati vengono da MedlinePlus e dall’NHS.
Una nota: il pavor nocturnus è più frequente tra i 3 e gli 8 anni, ma in molti bambini comincia quando sono più piccoli.
Per questo l’NHS consiglia di andare dal medico se inizia per la prima volta dopo i 5 anni; se è iniziato prima e continua tra i 5 e gli 8 anni, di per sé non è un motivo per andare dal medico.
| Attenzione: vai dal pediatra | Normale |
|---|---|
| Capita spesso oppure interrompe regolarmente il sonno (basta una delle due) | Capita ogni tanto; di giorno il bambino e tutta la famiglia sono riposati |
| È comparso per la prima volta dopo i 5 anni o continua dopo i 12 | È iniziato prima dei 5 anni e si dirada con l’età |
| Uno schema che dura da notti: nella maggior parte delle notti si ripete più volte, oppure più che le urla prevalgono regolarmente i movimenti di braccia e gambe | Nelle prime ore della notte, una volta per notte |
| Ci sono altri sintomi: per esempio russa tutte le notti con ripetute brevi pause nel respiro durante il sonno, oppure è molto assonnato di giorno | Di giorno gioca, mangia e ha il buonumore di sempre |
| Si è fatto male o ci è andato vicino (caduta dal letto, corsa verso le scale) | Si siede nel letto urlando, poi torna a dormire |
Questa tabella riguarda ciò che si ripete da notti; se una notte vedi per la prima volta irrigidimento o scosse, segui i criteri di emergenza qui sotto.
Il respiro veloce e il dimenarsi sono frequenti nel pavor nocturnus. In una crisi epilettica, l’NHS descrive il corpo o una parte di esso che si irrigidisce, si contrae o trema; gli occhi possono spostarsi di lato e la testa può girare.
Se vedi qualcosa del genere, la guida di primo soccorso dell’NHS indica di chiamare un’ambulanza se è la prima crisi del bambino o se dura più di 5 minuti.
Lo stesso vale se dopo non si riprende del tutto o ha una crisi dopo l’altra senza riprendersi nel frattempo, se si è fatto male seriamente o se fatica a respirare dopo la crisi.
In Italia il numero di emergenza è il 112.
Il servizio sanitario britannico (NHS) precisa che il pavor nocturnus passa da solo nella maggior parte dei bambini e che la terapia dipende dalla causa: se c’è un disturbo che rovina il sonno, come l’apnea notturna, la cura è gestire quel disturbo. Per questo nella tabella la riga su russamento e pause del respiro è importante.
Informazioni generali: Questo contenuto offre informazioni generali basate su fonti esperte. Ogni bambino, ogni famiglia e ogni situazione sono diversi: quanto descritto qui può variare da persona a persona. Per le decisioni che riguardano tuo figlio, rivolgiti al tuo pediatra o a un professionista qualificato.
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Nota editoriale
Questo articolo offre informazioni generali e non sostituisce una visita: ogni bambino dorme a modo suo. Per la situazione di tuo figlio rivolgiti al pediatra di libera scelta.



