Vai al contenuto principale
In un parco un bambino si inginocchia accanto a un amico caduto che si tiene il ginocchio e gli appoggia una mano sulla spalla, mentre un genitore osserva
8 min di lettura Aggiornato: 25/09/2026
Relazioni e comunicazioneArticolo

Ascoltare è il miglior inizio

Come sviluppare l'empatia nei bambini: guida per genitori dai 3 ai 18 anni

L'empatia non è innata: cresce passo dopo passo dalla scuola dell'infanzia all'adolescenza. Cosa aiuta ogni giorno, cosa cambia con l'età e quando rivolgersi al pediatra.

8 min di lettura Pubblicato: 23/08/2026 Aggiornato: 25/09/2026

Informazioni generali: Informazioni generali che possono variare da bambino a bambino. Prima di decidere, parlane con il pediatra o con un professionista.

In breve

  • L'empatia si impara: di solito compare verso i 3-4 anni e continua a maturare fino all'adolescenza.
  • Il bambino la impara soprattutto quando le sue emozioni vengono capite e vede gli adulti trattare gli altri con gentilezza.
  • Dare un nome alle emozioni, chiedere «Tu come ti sentiresti al suo posto?» e parlare dei personaggi dei libri sono tre abitudini che funzionano.
  • Nei più piccoli non voler condividere è normale; una conversazione calma per riparare funziona meglio di una punizione.

Redazione LumiyaBasato su 3 fontiI nostri principi editoriali

Tuo figlio continua a giocare mentre un amico piange dopo una caduta? Di solito non è freddezza: l'empatia non è innata, compare verso i 3-4 anni e matura fino all'adolescenza. Ciò che aiuta di più è dare un nome alle sue emozioni, fargli domande ed essere ogni giorno un esempio di gentilezza.

Quando e come si sviluppa l'empatia?

Il bambino piccolo guarda il mondo prima di tutto con i suoi occhi. Se una cosa piace a lui, pensa che piaccia a tutti. Capire che l'altro può sentire in modo diverso richiede tempo.

La Scienza Dietro

L'empatia ha due volti: sentire ciò che prova l'altro e capire il suo punto di vista con il ragionamento. Il primo si vede presto; il secondo ha bisogno di linguaggio, immaginazione e controllo degli impulsi, e matura durante la scuola e l'adolescenza.

Fonte ufficiale
L'empatia, infatti, è composta da una componente affettiva e una cognitiva, ossia legata al ragionamento.
Istituto Superiore di SanitàISSalute

L'empatia secondo l'età

  1. «Anche lei è triste?»

    Comincia a notare le emozioni degli altri, ma i suoi desideri vengono ancora prima. Condividere è difficile; aspettare il turno si impara.

  2. Giustizia e amicizia

    Prova a mettersi al posto di un amico. Il senso di giustizia è forte; i giochi con regole allenano l'empatia.

  3. Gruppo e appartenenza

    Il gruppo di amici conta di più. Accorgersi di un compagno escluso e sostenerlo diventa una competenza chiave.

  4. Uno sguardo più profondo

    Capisce meglio le opinioni diverse, ma le emozioni sono intense. Anche l'empatia online si impara.

Come favorire l'empatia a casa?

Il Dipartimento per le politiche della famiglia indica il buon esempio come prima forma di prevenzione. L'empatia cresce con piccoli momenti ripetuti ogni giorno, non con una lezione sola.

5 gesti per ogni giorno

  1. Dare un nome all'emozione

    «Ti sei arrabbiato tanto quando è caduta la torre.» Un bambino capito capisce meglio gli altri.

  2. Fare una domanda

    «Tu come ti sentiresti al suo posto?» Ascolta la risposta invece di correggerla.

  3. Parlare delle storie

    Mentre leggete insieme, chiedi come si sente un personaggio e perché.

  4. Dare l'esempio

    Ringraziare al bar, aiutare un vicino: tuo figlio ti osserva e ti imita.

  5. Notare la gentilezza

    «Prestare la palla a tua sorella l'ha resa felice.» Un comportamento notato si ripete.

Al centro un bambino triste con la mano di un amico sulla spalla e un genitore; intorno quattro icone unite da frecce: un occhio, un fumetto, un volto triste e uno sorridente, un cuore
Il ciclo dell'empatia: notare l'emozione, darle un nome, mettersi nei panni dell'altro, fare un gesto gentile.Lumiya

3-6 anni: dare un nome alle emozioni

A questa età il bambino impara le parole delle emozioni. Fare smorfie allo specchio o indovinare cosa provano le persone in una foto lo trasforma in un gioco.

6-12 anni: mettersi nei panni di un amico

I litigi tra amici sono la migliore palestra di empatia. Quando tuo figlio racconta un conflitto, non dare subito il verdetto e chiedi: «Secondo te perché l'ha fatto?» Anche un animale domestico aiuta: secondo la Società Italiana di Pediatria migliora l'empatia e il senso di responsabilità.

12-18 anni: ascoltare senza giudicare

L'adolescente vuole essere capito, non ricevere prediche. Sentirsi ascoltato gli insegna ad ascoltare gli altri, anche online.

Cosa fare se tuo figlio ferisce qualcuno?

La mancanza di empatia a volte si vede in una spinta o in una presa in giro. Il modo in cui reagisci in quel momento conta molto.

Da evitare Meglio
Dire «Come puoi essere così cattivo!» Chiedere «Il tuo amico piange. Come pensi che si senta?»
Pretendere scuse davanti a tutti Parlarne con calma, a quattr'occhi, e cercare insieme come rimediare
Liquidare con «sono cose da bambini» Dare un nome al comportamento e spiegare in breve perché ferisce
Fare una lunga predica Una frase e un gesto concreto: «Vuoi fargli un disegno?»
Maschera d'Ossigeno

Vedere il proprio figlio ferire qualcuno può mettere in imbarazzo e fare male. Non fa di te un cattivo genitore. Prima respira; un adulto calmo è il miglior esempio di come gestire le emozioni forti.

Per situazioni simili vedi la sezione empatia e rispetto e, per consigli per età, le pagine 3-6 anni e 12-18 anni.

Quando rivolgersi al medico

Non voler condividere, sembrare egoista a volte e litigare con gli amici fanno parte dello sviluppo normale. Questa tabella aiuta a distinguere ciò che è tipico da ciò che merita un controllo.

Rivolgersi al medico seNormale
Un bambino in età scolare ferisce gli altri di proposito e più volteTra i 3 e i 5 anni non voler prestare i giochi
Crudeltà verso animali o altri esseri viventiTenere il broncio per un po' dopo un litigio
Sembra non capire mai le emozioni altrui né provare dispiacereA volte non accorgersi della tristezza di un amico
Nessun amico, esclusione continua o forte isolamentoDa adolescente allontanarsi dalla famiglia e avvicinarsi agli amici

Se uno di questi segnali dura da settimane, parlane con il pediatra di libera scelta, con il consultorio familiare o con lo psicologo scolastico. Se serve, ti indirizzeranno ai servizi di neuropsichiatria infantile.

Cosa dicono le istituzioni

La guida del Dipartimento per le politiche della famiglia invita a insegnare ai ragazzi a «mettersi nei panni» degli altri e a comprenderne sentimenti ed emozioni, a partire dal buon esempio degli adulti. In caso di pericolo immediato per tuo figlio o per altri, chiama il 112.

Informazioni generali: Questo contenuto offre informazioni generali basate su fonti esperte. Ogni bambino, ogni famiglia e ogni situazione sono diversi: quanto descritto qui può variare da persona a persona. Per le decisioni che riguardano tuo figlio, rivolgiti al tuo pediatra o a un professionista qualificato.

Questo articolo ti è stato utile?

Questo tema alle altre etàRelazioni e comunicazione

Strumenti per questa Età

Checklist

Argomenti Popolari

Domande Frequenti

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Nota editoriale

Questo articolo offre informazioni generali; ogni bambino e ogni famiglia sono diversi. Per una valutazione di tuo figlio rivolgiti al pediatra di libera scelta, al consultorio familiare o allo psicologo scolastico.

Articoli Correlati

I nostri esperti sono con te

Gli articoli includono fonti e informazioni editoriali. L’approvazione di uno specialista viene mostrata solo se esiste una revisione verificata di quella versione.

Scopri i contenuti degli esperti
Standard editorialiContenuto SicuroSpecifico per EtàLa Tua Privacy Conta